2017/07/07

Frammento di conversazione ormai persa

- ... E mi dica, degli ultimi giorni. Gli ultimi giorni: lui come era?

- Mi ricordava la California. Abbagliata dal sole, pallida, quasi malinconica, indifferente alle onde dell'Oceano.

- Mi dica di più di lui. Che lingua parlava allora? Quali parole diceva? Cosa esprimeva?

- Ritornava a tratti. A volte impetuoso, a volte gelido.
Ritornava senza particolari sorprese, frasi di affetto, meraviglie. Sentivo la mancanza di quell'animo da saltimbanco, dei valori, dell'amore che ora credo veramente fosse incondizionato.
Ritornava più risentito. Ritornava da scorribande emotive. Dalla delusione.
Silenzioso, disturbato nel tono, rauco.
Sempre da più lontano. Come un messaggio che giunge e ritorna da una meteora che si allontana inevitabilmente da questa Terra.

- Io, io capisco. Che successe allora?

Disse posando gli occhiali, ed intrecciando le mani sul ventre.
Lei emise un profondo sospiro e si spostò una ciocca ambrata dalla fronte:

- Infine non ebbi più risposta.
Il nero dello spazio, le stelle inutili, la solitudine cosmica, forse anche l'insieme delle cose: lui rimase inghiottito, io credo. Sparito in un singhiozzo.

Il silenzio avvolse i quattro muri color pesca.
L'aria era immobile. Fuori, accennava un improbabile temporale estivo.
L'orologio segnava le ore 18:08.

Un universo aveva da tempo emesso il suo ultimo rantolo.
Una nave salpava muta.

2017/06/27

Irruzione

Senza posa
essenza
fissa dimora
clandestina
la parola

rompe il confine
della patria galera.

Temporale nel grano

Carta da zucchero
giallo a perdita d'occhio
incolore inesistenza

il fulmine rompe
gli argini
del pianto torrenziale.

Spaventapasseri
irrigiditi, cornacchie,
sorci, papaveri

Fuggono in ogni dove,
al riparo.

Quattro Quarti (ripresa)

La cena inappetente
in tavola mangia da sola
si nutre della voglia
di non tornare, ancora

Il comodino vuoto
la foto rivoltata
le scarpette di camoscio
rosa, le rose gialle

il velo da sposa, un
velo di lacime, occhi.
O notte che vegli come
guardiana senza risposte

Come mansueto cane
come dolcezza addormentata
come un urlo afono alle
sempre offuscate stelle.

Quartine di notte

Notte che dormi
ancora senza
una risposta, di
stelle offuscate

Ho scritto quartine
oltre le cime
che dal balcone
guardano altrove

Alla basilica azzurra
alla pigna medievale
alla stazione sotterranea
ad un messaggio muto

al rifiuto, al treno
alla valigia pronta
all'orario di partenza,
esistenza, riverenza, sipario.

Notte che dormi,
ancora parole in
una presa forte
di tabacco e nuvole.

2017/05/05

Senza, addio, senso

Consapevolezze

- un tram fermo 
 alla pensilina
 attende la corsa

- foglie di
 ippocastano
 come castagne, matte

- cornetta riappesa
 dolcemente, sorriso
 di donna

Incertezze

Tra una città
ed un lago
i monti ed
una morsa
allo stomaco
alla bocca,
la mano, 

stupore nel 
dovere dire
- lasciar fuggire - 
"Addio"

La meravigliosa solitudine

Il punto. 

Come una presa di tabacco
una prateria d'Irlanda
Scogli, mare, autostrada
approdo

Notte.

Magniloquente
di silenzio:

Solitudine.

Urgenza di primavera

Ho riagganciato
il ricevitore gracchiante

- non vi è urgenza alcuna
quando i passeri ricominciano a
sciorinare le loro acquerugiole
come cantilene altalenanti

dai collosi rami del tiglio -

era tempo di tacere

- non vi è urgenza alcuna
ché già la mente è piena di
Parola e primavera.

Terra ed anima smossa

Tra la terra smossa
la piantina 
appena posata: 
sta, eroica
ritta, al cielo
ed alla vita.

Malinconia, come
di un pioppo solitario
in mezzo all'uragano.

* * * 

Getta cemento
per costruire muri.
Ignora pure

i rami, le foglie
i fiori, la piantina
il frutto della vita

Getta cemento
il beccamorti
seppellendo.

Rovinosamente

Tra le rovine
tra le robinie
la ferrovia
l'erba gialla

linea
di distanza
tra due mondi
immaginari e

poi i rovi, lo
stipite crollato:
determina 
rovinosamente

l'uscio 
della casa
senza più via
di entrata.