2017/10/31

Altrove, come se

La casa di ringhiera
i muri bianchissimi
le persiane verdi
una ferrovia non
troppo distante,
gatti sul davanzale
piante grasse
sculture in legno
appese alla parete
maschere d'Aftica
profumo di violetta
lenzuola smosse
la moka sul fornello
gambe di donna
chiara pelle e pizzo
i lunghi capelli neri
tra i rebbi della spazzola
un sorriso
un sorriso vero poco
sopra al colletto
di una camicia azzurra

fuori, sole e vento e 
la città.

Divergenze

Oltre le colline

qualcuno osserva
che due corpi
divergono: 
meteore separate
nel cataclisma
vanno a perdersi
ai lati opposti
dell'universo

* * * 

Domenica mattina

luminosi e vanescenti
come le ombre riflesse
nelle mattine di sole
ci allontaniamo
scomparendo
dalle pareti della
nostra stanza.

La notte dei desideri

"o stella cadente, fa che
insieme possiamo stare 
bene"

Eppure
mai (lei) l'ha detto
"Ti desidero"

Dunque (lui) perché 
continua a credere
al suo desiderio
del suo (di lei) non-desiderio?

Stelle cadenti ma
solamente in quanto luce
in avaria
che va a morire oltre
ingenui desideri.

Finché Tu non ci separi

"Senti, ecco tutto
il mio amore" - lui sospirò
mettendo l'anello 
al dito (di lei)

La luce della vita e del mondo
era radiosa. Allora.

"Il dolore, quello che
ti si accende nel petto
è solo ansia" - rise lei
incurante mentre affondava
a due mani 
nel cuore (di lui)

un pugnale di tenebra e di silenzio.
Spense la luce,
(lui) morendo le sorrideva muto.

Di soprassalto

Balzo in piedi
da questo letto tenero
caldo di bontà, seta, schiaffi
coccole represse.

Il mondo attende crudo
batte il piede della realtà
sul selciato; attende nell'androne
con il motore acceso.


Di scatto, con occhi cisposi
di sogni e lacrime 
trascino le lenzuola e tutto
il resto, briciole, vita, via
insieme a me.

2017/10/26

Sulla terrazza, nella pineta, all'imbrunire

"Tu sai quale è l'immenso problema?"
(Lui esordì)

- no. 
(Lei strinse le ginocchia al petto con le braccia, quasi in segno di chiusura, ma era chiaro che lo stesse ascoltando)

"Che dal primo esatto istante io mi sono innamorato di te. 
Non era ricerca di un oggetto del desiderio, solitudine, mancanza, o semplicemente la sola bellezza del tuo viso, dei tuoi capelli, di tutta la tua persona. Io non ti stavo cercando.
Ma ti ho incontrata, ed eri "Tu", la tua aura quasi impercettibile, ma a me molto evidente: eri lì, il rosso amore che sempre avrei voluto, tutto lì, su quella sedia un po' in disparte, nella tua giacca a vento.
Eri "Tu", non ci sono diverse parole per spiegarlo.
Dio solo sa quanto subito ti ho immaginata, stretta a me, il profumo carnale del tuo collo contro le mie labbra, la tua pelle bianca sulla mia, sorridendomi con aria di sfida e di malizia guardandomi dall'alto in basso.
Quanto ti avrei accarezzato le guance, le labbra, preso il volto tra le mani lasciandomi sprofondare sulle tue labbra di lampone.
Subito, ho sentito tutto questo, come quando la potenza di una natura sconosciuta passa accanto, diretta, inarrestabile, come un treno a spostare la mia anima lì ferma ad osservare sulla banchina della vita.
Chissà quante mie notti popolerai, quanto fiato dei miei sospiri sarai, quanti centimetri dei miei sorrisi immotivati in mezzo alla gente saranno dovuti a te d'ora in poi, sicuramente.
Quanti falò sulla spiaggia nei quali vorrei che tu fossi lì a danzare con me, i riflessi ad illuminare ancora di più il tuo volto.
Quanti dolci autunni nei viali di ippocastani vorrei percorrere, sottobraccio a te.
Quanti desideri che insieme a te esprimerei, stretti in un campo di lucciole, nella notte di San Lorenzo.

Chissà."

(lei non parlò, si portò il bicchiere alle labbra, assaporò quel sapore d'Irlanda color ambrato, piegò leggermente il collo all'insù, con la punta del naso rivolta all'imbrunire. 
Impercettibilmente sorrise.)

"Tu sei tutto ciò che di buono questo mondo può essere. Sempre."

(Concluse lui e delicatamente prese le mani di lei un po' infreddolite tra le sue.
Solo un dito di whisky ora separava le loro labbra.
Si sentiva chiaro il ticchettio dei loro cuori ad orologeria come bombe innescate. 
Nonostante i loro differenti percorsi, qualche forza del sottobosco sconosciuta li aveva messi lì di fronte, in una sera d'autunno.
Lui sospirò e socchiuse le palpebre: lei aveva il medesimo sguardo di sfida e di malizia.
L'universo attendeva in platea silenzioso.
E poi...)

2017/07/07

Frammento di conversazione ormai persa

- ... E mi dica, degli ultimi giorni. Gli ultimi giorni: lui come era?

- Mi ricordava la California. Abbagliata dal sole, pallida, quasi malinconica, indifferente alle onde dell'Oceano.

- Mi dica di più di lui. Che lingua parlava allora? Quali parole diceva? Cosa esprimeva?

- Ritornava a tratti. A volte impetuoso, a volte gelido.
Ritornava senza particolari sorprese, frasi di affetto, meraviglie. Sentivo la mancanza di quell'animo da saltimbanco, dei valori, dell'amore che ora credo veramente fosse incondizionato.
Ritornava più risentito. Ritornava da scorribande emotive. Dalla delusione.
Silenzioso, disturbato nel tono, rauco.
Sempre da più lontano. Come un messaggio che giunge e ritorna da una meteora che si allontana inevitabilmente da questa Terra.

- Io, io capisco. Che successe allora?

Disse posando gli occhiali, ed intrecciando le mani sul ventre.
Lei emise un profondo sospiro e si spostò una ciocca ambrata dalla fronte:

- Infine non ebbi più risposta.
Il nero dello spazio, le stelle inutili, la solitudine cosmica, forse anche l'insieme delle cose: lui rimase inghiottito, io credo. Sparito in un singhiozzo.

Il silenzio avvolse i quattro muri color pesca.
L'aria era immobile. Fuori, accennava un improbabile temporale estivo.
L'orologio segnava le ore 18:08.

Un universo aveva da tempo emesso il suo ultimo rantolo.
Una nave salpava muta.

2017/06/27

Irruzione

Senza posa
essenza
fissa dimora
clandestina
la parola

rompe il confine
della patria galera.

Temporale nel grano

Carta da zucchero
giallo a perdita d'occhio
incolore inesistenza

il fulmine rompe
gli argini
del pianto torrenziale.

Spaventapasseri
irrigiditi, cornacchie,
sorci, papaveri

Fuggono in ogni dove,
al riparo.

Quattro Quarti (ripresa)

La cena inappetente
in tavola mangia da sola
si nutre della voglia
di non tornare, ancora

Il comodino vuoto
la foto rivoltata
le scarpette di camoscio
rosa, le rose gialle

il velo da sposa, un
velo di lacime, occhi.
O notte che vegli come
guardiana senza risposte

Come mansueto cane
come dolcezza addormentata
come un urlo afono alle
sempre offuscate stelle.